La vaccinazione viene riproposta ogni anno anche perché i virus influenzali cambiano nel tempo. Il vaccino viene aggiornato sulla base delle tipologie virali che si prevede possano circolare durante la stagione, con l’obiettivo di offrire una protezione adeguata rispetto ai ceppi attesi.
Accanto alle persone maggiormente esposte al rischio, Romagnoni richiama l’attenzione su chi vive o lavora a stretto contatto con loro. Il personale sanitario e assistenziale, ma anche i familiari, i caregiver e le persone che assistono un anziano a domicilio, possono contribuire alla protezione dei più vulnerabili attraverso la propria vaccinazione.
“Il paziente fragile merita la massima protezione”, sottolinea il direttore, ricordando che la prevenzione riguarda anche chi svolge attività di utilità sociale, come gli insegnanti e le forze impegnate nella sicurezza e nel soccorso. Ridurre la circolazione dei virus, attraverso una maggiore adesione alla vaccinazione, può infatti contribuire a contenere i contagi e a proteggere le persone più esposte.
Il periodo autunnale e invernale favorisce inoltre una maggiore concentrazione dei contatti al chiuso. La ripresa delle attività scolastiche, le classi e i mezzi pubblici affollati possono creare condizioni favorevoli alla diffusione delle infezioni. Per questo, secondo Romagnoni, è importante non affidarsi soltanto ai vaccini, ma recuperare anche alcune precauzioni che si erano diffuse durante la pandemia e che oggi rischiano di essere trascurate.
Tra queste c’è l’igiene delle mani, attraverso il lavaggio e, quando necessario, l’utilizzo di gel igienizzanti. Le mani possono entrare in contatto con superfici contaminate e poi avvicinarsi inconsapevolmente alla bocca o al naso, favorendo il contagio.
Un’altra misura da non dimenticare è la mascherina, soprattutto quando si hanno sintomi respiratori e si deve incontrare una persona fragile. Anche un raffreddore apparentemente banale può rappresentare un rischio per un anziano, una persona con disabilità o qualcuno che soffre di patologie respiratorie.
Romagnoni dedica infine un’attenzione particolare alle persone con demenza, che possono avere difficoltà a comprendere e applicare le misure di prevenzione. Nelle fasi più avanzate della malattia, infatti, può venire meno la consapevolezza dei comportamenti necessari per ridurre il rischio di contagio, come coprirsi la bocca quando si tossisce o evitare il contatto ravvicinato in determinate situazioni.
Per questo, conclude il direttore, la protezione delle persone più fragili richiede un’attenzione condivisa: vaccinazione, comportamenti prudenti e cura di chi non è sempre in grado di proteggersi autonomamente.
Da lunedì 12 ottobre è possibile avviare la vaccinazione antinfluenzale, con la possibilità di ricevere contestualmente anche il vaccino anti-Covid. La vaccinazione antinfluenzale gratuita è prevista per gli over 60 e per le categorie a rischio, tra cui persone con patologie croniche, donne in gravidanza e personale sanitario e dei servizi essenziali.